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Nel volume Hujar: Contact, l’esplorazione del vasto archivio della Morgan Library & Museum dedicato ai provini a contatto e ai registri di lavoro originali realizzati da Peter Hujar tra il 1954 e il 1986 compone un affascinante documento visivo sul processo creativo del fotografo. Lo sguardo empatico di Hujar si posa su una varietà di soggetti — dalle folle in protesta ai reperti danneggiati, fino agli animali da fattoria — ma trova il suo centro pulsante nei ritratti degli artisti, scrittori e figure della scena underground newyorkese che popolavano i suoi stessi cerchi relazionali.
I testi critici di Joel Smith stabiliscono una cronologia precisa dei provini a contatto, mostrando l’evoluzione, la sperimentazione e l’affinamento della prassi dell’artista sullo sfondo delle turbolente dinamiche culturali e storiche della vita gay dell’epoca, segnata dai confini simbolici di Stonewall e dell’epidemia di AIDS. I registri di lavoro, nei quali Hujar ha annotato oltre mille servizi fotografici e qui trascritti da Olivia McCall, illuminano ogni provino svelando sia scatti inediti sia le primissime sequenze delle sue opere più iconiche, inclusi i celebri ritratti di Susan Sontag, David Wojnarowicz, Candy Darling, Gary Indiana, Fran Lebowitz e Paul Thek.
L’opera offre così una profonda immersione nel metodo di lavoro di un maestro della fotografia, restituendo la dimensione intima di una ricerca costante volta a connettersi, attraverso l’obiettivo, con le comunità creative che hanno plasmato la sua vita, la sua visione e il suo arte.













