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Con Cura

Con cura

Autore/Author: Nicola Tito
Editore/Editor: Gente di Fotografia
Pagine/Pages: 96
Anno/Year: 2026
Dimensioni/Dimensions:  25,0 x 21,0 cm
Lingua/Language: Italiano

35,00 

SKU: 978-88-88290-16-4 Categoria/Category: Tags: , , , Marchio:

Descrizione

Il tempo della restituzione e la custodia del legame intergenerazionale

In Con Cura, pubblicato dall’editore e rivista d’autore Gente di Fotografia, il fotografo Nicola Tito affronta una delle dimensioni più intime e universali dell’esperienza umana: la trasformazione del ruolo filiale nel tempo e l’atto fisico ed emotivo dell’accudimento. Il fotolibro si configura come una mappa visiva e pudica che documenta la quotidianità della cura verso la madre anziana, trasformando il decadimento del corpo e la memoria fragile in un esercizio continuo di presenza e delicatezza.

Lontano da qualsiasi voyeurismo drammatico o indulgenza pietistica, la cifra visiva di Tito si distingue per una misura formale rigorosa ed essenziale. Attraverso inquadrature pulite, una luce naturale avvolgente e un’attenzione quasi sacrale ai dettagli minimi — il gesto delle mani che si intrecciano, la disposizione degli oggetti domestici, le pieghe dei tessuti, le ombre che tagliano lo spazio di casa —, l’autore trasforma lo spazio casalingo nel teatro di una resistenza affettiva.

Pubblicato nella raffinata collana editoriale di Gente di Fotografia, Con Cura supera la dimensione dell’diario privato per diventare un saggio visivo sulla reciprocità del dono. Il libro mostra come l’atto di fotografare non sia solo una registrazione del tempo che passa, ma un vero e proprio dispositivo di cura: un modo per rallentare l’inesorabile, proteggere la dignità del soggetto e restituire l’amore ricevuto attraverso la custodia dell’immagine.

Autore

Italiano

Strumento protesico per sondare l’invisibile, documento dei progressi avvenuti in ambito operativo e diagnostico, testimone degli sforzi profusi dal personale medico e paramedico nella quotidianità e nei momenti cruciali della Storia, la fotografia si è generosamente prestata, con i linguaggi e i generi che le appartengono, a raccontare corpi, conquiste, lavori. Con cura di Nicola Tito, interamente dedicato all’organico infermieristico del reparto di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera–Universitaria Careggi di Firenze, non viene meno a questa sorta di “patto narrativo”. Restringendo il campo all’interpretazione di professioni votate all’assistenza ai pazienti, ampissimi e notissimi sono gli esempi che lo hanno preceduto. Per citarne alcuni: dalle primissime immagini di supporto ai feriti nella Guerra di Crimea – conflitto nel quale, fra l’altro, prestò servizio la pioniera delle infermiere Florence Nightingale – alle innumerevoli fotografie di soccorso nei contesti bellici che hanno segnato il Novecento; dagli straordinari reportage di Eugene Smith Country Doctor e Nurse Midwife, pubblicati su “Life” rispettivamente nel 1948 e nel 1951, alla serie Il parto di Lisetta Carmi, realizzata all’Ospedale Galliera di Genova nel 1968. Fino ad arrivare – e non occorre certo occuparsi di fotografia per ricordarle – alle drammatiche immagini prodotte in periodo pandemico.
Con cura si inserisce dunque in una vastissima letteratura e nasce proprio durante i mesi stravolti dalla comparsa del Covid-19, non tanto per descrivere una situazione straordinaria, quanto per liberare il personale sanitario da ogni retorica e restituirlo alla sua dimensione naturale e atemporale.
Un proposito non immune da insidie, se si considera che Nicola Tito, dal 2022 al 2024, è egli stesso uno degli infermieri dell’Ospedale fiorentino. E rappresentare un mondo di cui si fa parte, significa al contempo auto-rappresentarsi, saper osservare e osservarsi senza concedersi sconti. Per portare a compimento un lavoro di tale complessità, sono occorsi più di due anni. Il risultato, lo si intuisce già sfogliando sommariamente il libro, è ben lontano da una tradizionale e lineare sequenza fotografica.
Come insegna la fotografia contemporanea e come accade quando si desidera descrivere una realtà che ci riguarda, multiforme e fruttuoso è il rapporto che la fotografia ha instaurato fin dalle sue origini con la medicina, si conosce e si ama solo dilatando e destrutturando linguisticamente ciò che non può essere sbrigativamente sintetizzato, si riesce a organizzare un progetto costituito di molteplici elementi visivi ed emotivi

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