Descrizione
RAVENS
Il capolavoro del lutto e dell’ossessione visiva giapponese
Pubblicato originariamente nel 1986 con il titolo Karasu (Corvi) e considerato da oltre quarant’anni un caposaldo assoluto della storia del fotolibro, Ravens di Masahisa Fukase (1934–2012) è un’opera monumentale sul lutto, la solitudine e la distruzione psicologica. Realizzato nell’arco di dieci anni (1975-1985) a seguito del devastante divorzio dalla moglie Yoko, il lavoro segue i viaggi in treno di Fukase verso la sua terra natia a Hokkaido, trasformando il corvo da figura del folklore giapponese a sinistro specchio dell’anima dell’autore.
La sequenza visiva è dominata da un bianco e nero espressionista ad altissimo contrasto, grana spessa e sfuocature drammatiche. La figura del corvo — immortalata in stormi minacciosi sullo sfondo di cieli grigi, posata su rami innevati o impressa in silouette sgranate — si alterna a scorci inquietanti della vita provinciale: marinai ubriachi, masse di spazzatura, ragazze dai capelli scompigliati dal vento. Il rapace cessa di essere un semplice soggetto naturalistico e diventa una vera e propria presenza ossessiva ed esistenziale.
L’edizione curata e ripubblicata da MACK (in collaborazione con l’Archives Masahisa Fukase) restituisce valore storico all’opera originale del 1986, oggi introvabile. Rispettando la sequenza e il formato concepiti originariamente da Fukase, il libro include anche testi critici di Tomo Kosuga che ne contestualizzano il drammatico sfondo biografico. Ravens rimane una delle espressioni più viscerali e radicali del linguaggio fotografico del Novecento, un viaggio dove l’atto di fotografare coincide con la propria perdita.
Italiano
«Ravens è uno dei corpi di lavoro fondanti nella storia della fotografia e un punto d’arrivo nel genere del libro fotografico. Questo accumulo di riconoscimenti, unitamente al passare del tempo, ha offuscato gran parte degli affascinanti dettagli che spiegano la costante ossessione dell’artista per questo motivo nell’arco di tutta la sua opera. Non si trattava semplicemente del riflesso dell’angoscia esistenziale e dell’anedonia di cui ha sofferto per tutta la vita, ma si è manifestato in una vera e propria immedesimazione artistica con il corvo, sfociando infine in un’esistenza solitaria e in una pratica artistica al limite della follia. E tutto questo prima che un intempestivo incidente nel 1992 — una caduta dalle scale del suo bar preferito — lo portasse a trascorrere gli ultimi vent’anni prima della morte con la coscienza sospesa e in isolamento medico. Fukase è diventato esso stesso quel singolo corvo congelato dalla sua macchina fotografica e immortalato sulla copertina del suo libro più celebre.» – Tomo Kosuga, dal suo saggio Cries of Solitude [2017]
Unanimi acclamato come uno dei photobook più importanti nella storia del mezzo fotografico, Ravens del fotografo giapponese Masahisa Fukase fu pubblicato per la prima volta nel 1986; le due edizioni successive ebbero entrambe tirature limitate che andarono subito esaurite. Questo facsimile bilingue della prima edizione contiene un nuovo testo di Tomo Kosuga, fondatore del Masahisa Fukase Archives. Il suo saggio colloca Ravens nel più ampio contesto dell’opera e della vita di Fukase, ed è illustrato da numerose fotografie e disegni scoperti di recente.
English
“Ravens is one of the defining bodies of work in the history of photography and a high point in the photo book genre. This accumulation of accolades, and the passing of time, have obscured much of the fascinating detail which explains the artist’s pre-occupation with this motif throughout his work. It was not simply a reflection of the existential angst and anhedonia he suffered throughout his life but manifested in artistic self-identification with the raven and ultimately spiralled into a solitary existence and artistic practice on the edge of madness. And all this before an untimely accident in 1992, a fall down the stairs of his favourite bar, resulted in him spending the final twenty years before his death with his consciousness suspended and in medical isolation. Fukase became the singular raven frozen by his camera and immortalized on the cover of his most famous book.” – Tomo Kosuga from his essay Cries of Solitude [2017]
Consistently proclaimed as one of the most important photobooks in the history of the medium, Ravens by Japanese photographer Masahisa Fukase was first published in 1986 and the two subsequent editions were both short print runs that sold out immediately. This bilingual facsimile of the first edition contains a new text by founder of the Masahisa Fukase Archives, Tomo Kosuga. His essay locates Ravens in Fukase’s wider work and life, and is illustrated with numerous recently discovered photographs and drawings.
Fukase’s haunting series of work was made between 1975 and 1986 in the aftermath of a divorce and was apparently triggered by a mournful train journey to his hometown. The coastal landscapes of Hokkaido serve as the backdrop for his profoundly dark and impressionistic photographs of ominous flocks of crows. The work has been interpreted as an ominous allegory for postwar Japan.
Masahisa Fukase (b. 1934, Hokkaido; d. 2012) graduated from the Nihon University College of Art’s Photography Department in 1956. He became a freelance photographer in 1968 after working at the Nippon Design Center and Kawade Shobo Publishers. His major books include Yugi [Homo Ludence] (Chuokoron-sha, 1971); Yohko(Asahi Sonorama, 1978), and Karasu [Ravens] (Sokyu-sha, 1986). Countless solo exhibitions have been dedicated to Fukase’s work, and his photographs have been included in group exhibitions at the MoMA, NY; Oxford Museum of Art; Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, Paris; V&A, London. Fukase also won numerous prizes, including the 2nd Ina Nobuo Award in 1976 for his exhibition “Karasu” and the Special Award at the 8th Higashikawa Photography Awards in 1992. Fukase tragically fell down a set of stairs in 1992 and suffered a traumatic brain injury from which he never recovered. He passed away in 2012.