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Haitar – Contact

Haitar – Contact

Autore/Author:  Joel Smith
Editore/Editor: Mack Book
Pagine/Pages: 364
Anno/Year: 2026
Dimensioni/Dimensions:  22,2 x 29 cm
Lingua/Language: English

65,00 

SKU: 978-1-917651-47-9 Categoria/Category: Tags: , , Marchio:

Descrizione

Hujar: Contact:

Nel laboratorio visivo di Peter Hujar

In Hujar: Contact (MACK / Morgan Library & Museum, a cura di Joel Smith), la fotografia di Peter Hujar (1934–1987) viene spogliata del suo filtro iconico per rivelare la materia prima da cui è nata. Attraverso una selezione tratta da oltre 5.700 provini a contatto conservati negli archivi di New York, il fotolibro mostra il retroscena ritmico, tattile e imperfetto di uno dei più grandi ritrattisti del Novecento.

Sui Provini segnati a mano da Hujar con crocette, cerchi e annotazioni, la sequenza temporale svela sia il “prima” che il “dopo” dei suoi scatti più celebri. Dagli esordi negli anni ’50 e ’60 tra natura morta e architettura, al passaggio cruciale del 1973 con il trasferimento nel loft di Second Avenue — quando abbandona la fotografia commerciale per dedicarsi interamente alla controcultura newyorchese (Jackie Curtis, Candy Darling, Susan Sontag) —, fino all’incontro e all’intensa complicità artistica con David Wojnarowicz negli anni ’80.

I provini evidenziano il metodo di lavoro di Hujar, legato all’uso del formato medio ($2¼ \times 2¼$) e della fotocamera con pozzetto. Tenendo l’apparecchio all’altezza della vita anziché davanti agli occhi, Hujar manteneva un contatto visivo e umano diretto con il soggetto, trasformando ogni rullo in una danza di sguardi. Come evidenziato dalla critica (da i-D ad AnOther), Hujar: Contact non è un mero documento d’archivio, ma una lezione di metodo che mostra come l’intimità, la vulnerabilità e la politica della New York pre- e post-AIDS non fossero il frutto di un singolo scatto fortunato, ma il risultato di una continua, profonda presenza

Autore

Italiano

Nel volume Hujar: Contact, l’esplorazione del vasto archivio della Morgan Library & Museum dedicato ai provini a contatto e ai registri di lavoro originali realizzati da Peter Hujar tra il 1954 e il 1986 compone un affascinante documento visivo sul processo creativo del fotografo. Lo sguardo empatico di Hujar si posa su una varietà di soggetti — dalle folle in protesta ai reperti danneggiati, fino agli animali da fattoria — ma trova il suo centro pulsante nei ritratti degli artisti, scrittori e figure della scena underground newyorkese che popolavano i suoi stessi cerchi relazionali.

I testi critici di Joel Smith stabiliscono una cronologia precisa dei provini a contatto, mostrando l’evoluzione, la sperimentazione e l’affinamento della prassi dell’artista sullo sfondo delle turbolente dinamiche culturali e storiche della vita gay dell’epoca, segnata dai confini simbolici di Stonewall e dell’epidemia di AIDS. I registri di lavoro, nei quali Hujar ha annotato oltre mille servizi fotografici e qui trascritti da Olivia McCall, illuminano ogni provino svelando sia scatti inediti sia le primissime sequenze delle sue opere più iconiche, inclusi i celebri ritratti di Susan Sontag, David Wojnarowicz, Candy Darling, Gary Indiana, Fran Lebowitz e Paul Thek.

L’opera offre così una profonda immersione nel metodo di lavoro di un maestro della fotografia, restituendo la dimensione intima di una ricerca costante volta a connettersi, attraverso l’obiettivo, con le comunità creative che hanno plasmato la sua vita, la sua visione e il suo arte.

Autore

English

Drawing from the extensive archives of the Morgan Library & Museum, Hujar: Contact presents a compelling visual chronicle of Peter Hujar’s creative process through his original contact sheets and job books spanning from 1954 to 1986. Hujar’s deeply empathetic lens encompassed a broad spectrum of subjects — from protest crowds and damaged relics to farm animals — yet remained primarily drawn to depicting the overlapping circles of artists, writers, and underground figures that defined the New York avant-garde scene he inhabited.

Critical essays by Joel Smith establish a clear chronology of Hujar’s contact sheets, tracing an artist continuously developing, experimenting with, and refining his craft against the backdrop of a seismic era in gay history and cultural politics, bounded by the watershed moments of Stonewall and the AIDS crisis. Transcribed and annotated by Olivia McCall, Hujar’s meticulous job books document over a thousand photo shoots, shedding light on the contact sheets to reveal previously unseen frames alongside the earliest iterations of his most iconic portraits, including those of Susan Sontag, David Wojnarowicz, Candy Darling, Gary Indiana, Fran Lebowitz, and Paul Thek.

Ultimately, this volume provides a fascinating glimpse into a master at work, serving as a poignant record of Hujar’s enduring effort to connect, through the photographic medium, with the vibrant creative communities that shaped his world and artistic legacy.

Autore

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