Grenze
Le immagini sopravvivono. Si nascondono per lungo tempo e poi improvvisamente riaffiorano tra le pieghe delle immagini contemporanee, sotto il testo di ciò che oggi ci sembra ingenuamente nuovo. La loro sopravvivenza non è lineare. Le immagini ritornano anche dopo che il loro contesto originario è scomparso. Le rivediamo in alcune fotografie di oggi, sembrano citazioni inconsapevoli. Dei Déjà vu.
In realtà questi frammenti di memoria riemergono per abitare forme, contesti, generi con nuovi significati. Spesso in collisione con le intenzioni dell’autore Warburg parlava della sopravvivenza dell’antichità nel Rinascimento, ad esempio: certe posture, espressioni artistiche, riemergono non come copia, ma come “fantasmi culturali” (phantasmatische Wiederkehr), carichi di nuove tensioni e significati e soprattutto energia.
Nachleben (vita dopo) è una memoria culturale inconscia o semi-conscia, che attraversa i secoli e riaffiora in nuove forme.
Questa memoria è ripetizione, ma anche rielaborazione. Qualcosa che non è morto ritorna e continua a vivere in modo e modi inaspettati.
