Descrizione
WILLIAM EGGLESTON’S GUIDE
Il momento spartiacque del colore nella fotografia d’autore
Pubblicato nel 1976 dal Museum of Modern Art (MoMA) di New York in occasione della celebre e controversa mostra curata da John Szarkowski, William Eggleston’s Guide segna il riconoscimento ufficiale della fotografia a colori come linguaggio d’arte contemporanea. L’oggetto fisico, con la sua iconica copertina rigida in finta pelle nera e l’immagine applicata del tridattilo a raso terra, si presenta come una vera e propria “guida” visiva agli spazi quotidiani del Sud degli Stati Uniti.
Sfruttando il processo di stampa dye-transfer — una tecnica commerciale estremamente costosa capace di restituire una saturazione cromatica profonda e quasi innaturale —, Eggleston trasforma lo “spazio banale” (il vernacolare americano di Memphis, del Mississippi e della Georgia) in pura forma visiva. Il triciclo ripreso dal basso, un interno di frigorifero illuminato, un cane che cammina sull’asfalto o una macchina d’epoca diventano monumenti visivi privi di intento documentario o narrativo evidente.
Accolto inizialmente da un’aspra critica militante (Hilton Kramer sul New York Times definì la mostra “la più odiata dell’anno”), il libro e la sua celebre introduzione teorica scritta da Szarkowski sono diventati col tempo una pietra miliare. L’opera ha scardinato il dogma che vedeva il bianco e nero come unico registro per la fotografia d’autore, influenzando generazioni di fotografi contemporanei e registi (da David Lynch a Wim Wenders e Sofia Coppola).
Italiano
“William Eggleston, uno dei più rinomati fotografi, oggi passato al colore, sarà in mostra presso il The Museum of Modern Art dal 25 maggio al 1 agosto. L’esposizione presenta circa 75 stampe selezionate da John Szarkowski, Direttore del Dipartimento di Fotografia, che ha anche redatto una monografia illustrata dal titolo ‘William Eggleston’s Guide’, il primo libro di fotografie a colori edito dal Museo”.
E’ l’incipit del comunicato stampa del MoMA che nel 1976 annuncia la mostra e la relativa pubblicazione del libro. Da allora la Guida è stata pubblicata molte volte – e anche se sappiamo che un libro non va giudicato dalla copertina, quel triciclo è difficile da dimenticare: il punto di vista rasoterra (più basso di quello del probabile proprietario) lo rende dominante sulle case e soprattutto sul mezzo di trasporto degli adulti, la macchina, che risulta in miniatura parcheggiata tra le ruote del triciclo. Racchiuso tra le manopole rosse, il manubrio tondo e arrugginito punta verso il cielo. Un capovolgimento delle proporzioni che ha qualcosa di inquietante – chissà se il triciclo di Shining (che uscirà poco dopo, nel 1980) ha un debito con quest’immagine.
Il libro presenta 48 immagini selezionate tra le 375 che Eggleston aveva scattato tra il 1969 e il 1971. I soggetti sono amici e parenti, i vicini di casa, le strade di Memphis e dintorni. Più che un documento sociale è un diario. Eggleston ci porta in giro con sé: incontriamo una signora in un abito vistoso e occhiali da gatta, seduta con le gambe accavallate su un altrettanto vistoso divano abbandonato sul ciglio della strada. Ci fermiamo a osservare le curve di un parafango nero scintillante; o ancora, guardiamo una donna dai capelli grigi, vestita di una sbiadita vestaglia a fiori. E’ in piedi, sta aspettando qualcosa, incorniciata in una grande porta scura di una stanza dalle pareti verde menta.
L’atmosfera è quella del sud degli Stati Uniti; dalle radio escono le canzoni degli Allman Brothers e dei Lynyrd Skynyrd. Protagonista è la banalità dell’esistenza, la stessa che ritroviamo dei racconti brevi di Raymond Carver.
Questa mostra – e il relativo libro – hanno costretto il mondo dell’arte a confrontarsi con la fotografia a colori, fino ad allora considerata amatoriale, buona per gli album di famiglia.
Da qui ha inizio una nuova era.
English
“William Eggleston, one of the most renowned photographers today working in color, will be on view at The Museum of Modern Art from May 25 through August 1. The exhibition features approximately 75 prints selected by John Szarkowski, Director of the Department of Photography, who has also authored an illustrated monograph titled ‘William Eggleston’s Guide,’ the Museum’s first book of color photographs.”
This is the opening line of the MoMA press release announcing the 1976 exhibition and the accompanying book publication. Since then, the Guide has been republished many times—and even though we know a book shouldn’t be judged by its cover, that tricycle is hard to forget: the ground-level perspective (lower than that of its likely owner) makes it tower over the houses and, above all, over the adults’ mode of transport—the car—which appears miniaturized, parked right between the tricycle’s wheels. Framed by the red grips, the round, rusty handlebar points toward the sky. It’s a reversal of proportions that carries a certain eeriness—one can’t help but wonder if the tricycle in The Shining (released shortly after, in 1980) owes a debt to this image.
The book features 48 images chosen from the 375 Eggleston shot between 1969 and 1971. The subjects are friends, relatives, neighbors, and the streets of Memphis and its surroundings. More than a social document, it is a personal diary. Eggleston takes us along with him: we meet a lady in a flamboyant dress and cat-eye glasses, sitting cross-legged on an equally flamboyant sofa abandoned by the roadside. We pull over to admire the curves of a gleaming black fender; or again, we observe a gray-haired woman in a faded floral robe. She is standing, waiting for something, framed by the large, dark doorway of a room with mint-green walls.
The atmosphere is distinctly that of the American South; the songs of The Allman Brothers and Lynyrd Skynyrd drift from the radios. The central subject is the banality of everyday life—the very same quality found in Raymond Carver’s short stories.
This exhibition—and the accompanying book—forced the art world to finally reckon with color photography, which until then had been dismissed as commercial or amateur, fit only for family albums.
A new era began right here.