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That Thing That Never Vanished

That Thing That Never Vanished

Autore/Author: Emanuele Satolli
Editore/Editor: Gost
Dimensioni/Dimensions:
Pagine/Pages:
Lingua/Language: English
Anno/Year: 2025

55,00 

Italiano

Le fotografie contenute nel libro sono state scattate in Afghanistan, Gibuti, Striscia di Gaza e Cisgiordania occupata, Iraq, Israele, Libia, Libano, Nagorno Karabakh, Siria, Turchia e durante la guerra in corso in Ucraina. Inizialmente vengono presentate prive di qualsiasi informazione contestuale: nessuna località, identità o data. Prive di didascalie, mostrano un flusso visivo di distruzione e morte, lutto e il proseguimento della vita in condizioni difficili. Le didascalie sono pubblicate più avanti nel libro insieme ai ricordi di Satolli di episodi chiave a cui ha assistito, tra cui un fallito tentativo dell’esercito iracheno di riconquistare un ospedale dall’ISIS a Mosul e, in seguito, civili che tentavano di fuggire durante la fase finale della battaglia per liberare la città nel 2017; la violenta escalation di una protesta del venerdì nella Striscia di Gaza del 2018; l’operazione per recuperare un soldato ferito da una mina a Sulyhivka, in Ucraina, nel 2022 e le successive morti inutili derivanti dalla missione; e assistere a un attacco “doppio colpo” sempre in Ucraina nel 2023. Il libro si chiude con i ritratti e le storie dei soldati iracheni feriti, che illustrano l’impatto del conflitto sulle vite individuali. In un’epoca in cui le immagini generate dall’intelligenza artificiale, la disinformazione e la propaganda sono in aumento, le fotografie dimostrano collettivamente il valore cruciale del lavoro continuo di fotoreporter esperti nel fornire una testimonianza continua.

“La guerra agita il sangue. Denti serrati. Mascelle serrate. Cuore che batte forte. La morte è dietro l’angolo? La tua o quella di qualcun altro? La banalità della vita quotidiana si allontana. È qui, al limite tra la vita e la morte, che si vive davvero. Tutto conta, perché la posta in gioco non potrebbe essere più alta. Come siamo arrivati ​​a questo punto? Sono passati migliaia di anni e gli scopi della guerra non sono cambiati: difendere una patria, un popolo, una risorsa, o impossessarsi di quella di qualcun altro. Ciò che spinge qualcuno in guerra rimane lo stesso: denaro, orgoglio, lealtà, ambizione.’ – James Marson, capo dell’ufficio ucraino del Wall Street Journal

Autore

English

The photographs in the book were taken in Afghanistan, Djibouti, the Gaza Strip and occupied West Bank, Iraq, Israel, Libya, Lebanon, Nagorno Karabakh, Syria, Turkey and during the ongoing war in Ukraine. They are initially presented stripped of any contextual information—no location, identities nor date. Devoid of captions they show visual stream of destruction and death, mourning and the continuation of life in harsh conditions. The captions are published later in the book along with Satolli’s recollections of key incidents he witnessed including a failed attempt by the Iraqi army to retake a hospital from ISIS in Mosul and later civilians attempting to escape during the final phase of the battle to liberate the city in 2017; the violent escalation of a Friday protest in the Gaza strip 2018; the operation to retrieve a soldier injured by a mine in Sulyhivka, Ukraine in 2022 and the subsequent pointless deaths resulting from the mission; and witnessing a ‘double tap’ strike also in Ukraine in 2023. The book closes with the portraits and the stories of injured Iraqi soldiers illustrating the impact of conflict on individual lives. At a time when AI-generated images, disinformation and propaganda are on the rise, the photographs collectively demonstrate the crucial value of the continued work of experienced photojournalists to provide ongoing witness.

‘War stirs the blood. Teeth gritted. Jaw clenched. Heart pounding. Is death around the corner? Yours or someone else’s? The mundanity of everyday life recedes. It’s here, on the edge of life and death, that one really lives. Everything matters, because the stakes couldn’t be higher. How did we get here? Thousands of years have passed, and the purposes of war haven’t changed: defending a homeland, a people, a resource—or seizing someone else’s. What sends someone to war also remains the same: money, pride, loyalty, ambition.’ – James Marson, Ukraine Bureau Chief at The Wall Street Journal

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