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Languor

Languor

Autore/Author: Donavon Smallwood
Editore/Editor: Trespasser
Dimensioni/Dimensions: 29,2 × 35,0 cm
Pagine/Pages: 56
Lingua/Language: English
Anno/Year: 2019

60,00 

Italiano

Languor non è un libro che si legge, è un libro in cui ci si siede. Donavon Smallwood compie un miracolo di sottrazione: prende uno dei luoghi più iconici e sovraffollati del mondo — Central Park — e lo svuota dal rumore della metropoli per restituirci una dimensione atemporale, quasi edenica.

L’aspetto più potente di quest’opera è il modo in cui Smallwood intreccia il ritratto umano e la fotografia naturalistica. Non c’è gerarchia tra la pelle dei soggetti e la corteccia degli alberi. In un bianco e nero ricchissimo di sfumature grigie e profonde, la vegetazione non è uno sfondo, ma un’estensione del corpo dei neri newyorkesi che l’autore ritrae. Il termine “Languor” (languore) qui non indica stanchezza, ma una forma di resistenza pacifica: la libertà di essere immobili in un mondo che impone il movimento perpetuo.

Senza mai ricorrere alla retorica didascalica, Smallwood affronta la complessa relazione tra lo spazio pubblico e l’identità nera. Sappiamo che Central Park sorse sulle ceneri di Seneca Village, una comunità afroamericana sradicata per far posto al parco.

  • L’atto del ritratto: Diventa un gesto di riappropriazione.

  • L’atmosfera: È intrisa di una calma quasi sacrale, che sfida lo sguardo dello spettatore a cercare una narrazione dove invece c’è solo “presenza”.

Languor è un’ode alla stasi. È un’opera che richiede tempo e che premia chi è disposto a rallentare. Se cerchi la street photography frenetica di New York, rimarrai deluso; se cerchi una meditazione visiva sulla bellezza, l’appartenenza e la pace, questo è uno dei volumi più preziosi degli ultimi anni.

Autore

English

Languor is an ode to NYC’s Central Park. With the pandemic at hand and the history of Seneca Village in mind, Smallwood created photographs of tentative comfort and appreciation as an examination of nature, home, tranquility, and escape.

This body of work earned Smallwood the 2021 Aperture Portfolio Prize. Read more about Languor at The Washington Post.

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