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Game of Chairs

Game of Chairs

Autore/Author: Nikita Teryoshin
Editore/Editor: Pupupublishing
Pagine/Pages: 208
Anno/Year: 2026
Dimensioni/Dimensions:  23 x 30,5 cm
Lingua/Language: Englsh/German

60,00 

SKU: 978-3-9828120-0-7 Categoria/Category: Tags: , , Marchio:

Descrizione

GAME OF CHAIRS

Il circo della politica e la sovversione dell’immagine di scena

In Game of Chairs: Splendors and Miseries of Federal Party Conventions (autopubblicato sotto l’imprint Pupupublishing, 2026), il fotografo documentarista russo-tedesco Nikita Teryoshin applica il suo celebre sguardo satirico e spietato all’arena della politica istituzionale tedesca. Sulla scia visiva e concettuale del suo pluripremiato progetto Nothing Personal (dedicato al mercato globale delle armi), Teryoshin sposta l’obiettivo dai corridoi delle fiere belliche alle convention dei principali partiti democratici del Bundestag (CDU, SPD, Verdi, Die Linke).

Il risultato di dieci anni di lavoro sul campo (2017-2026) — svolto inizialmente in autonomia e successivamente su commissione per testate come Der Spiegel, taz e Die Zeit — non è la solita cronaca giornalistica dei congressi di partito, ma una pungente de-costruzione della “politica come spettacolo”

I congressi di partito sono gigantesche macchine di PR pensate quasi esclusivamente per la produzione di immagini rassicuranti da inviare ai telegiornali della sera: set scenografici curati al millimetro, tonnellate di cavi, illuminazione orchestrata e leader pettinati a favore di camera. 

Dal punto di vista formale, Game of Chairs ritrova l’uso distintivo del flash diretto a colori saturi, tipico di Teryoshin e debitore della lezione di Martin Parr e della scuola documentaria contemporanea. L’uso della luce artificiale “spiana” la facciata patinata del potere, mettendo a nudo texture cutanee, abiti sgualciti e l’artificiosità dei materiali scenografici.

Il libro, con testi e contributi di Harald Welzer e dello stesso Teryoshin, si presenta come un oggetto solido e curato, dove la sequenza ritmica gioca sul contrasto tra l’imponenza delle architetture congressuali e la solitudine ridicola degli attori politici

Autore

Italiano

Prima delle grandi elezioni, gli attori politici riaffermano la propria missione durante i congressi nazionali dei partiti. Più di ogni altra cosa, questi eventi servono a creare immagini destinate ai notiziari serali.

L’impegno profuso nella messa in scena è enorme: si costruiscono scenografie, si stendono tonnellate di cavi e si curano nei minimi dettagli l’audio e l’illuminazione. Ogni inquadratura deve andare a segno. I partiti e i loro esponenti di spicco vogliono – e devono – apparire al meglio.

Non avevano però fatto i conti con Nikita Teryoshin.

Chi può dire a lui, il fotografo, quali immagini debbano essere prodotte in quelle occasioni? Nell’arco di dieci anni, Teryoshin segue i principali eventi di tutti i partiti democratici rappresentati al Bundestag tedesco. Fotografa inizialmente di propria iniziativa e, in seguito, anche su incarico di *Der Spiegel*. Le sue immagini documentano la fine della cancellierato di Angela Merkel, la lotta per la sua successione e il continuo rimescolamento di figure politiche tra coalizioni di governo e di opposizione, fino ai giorni nostri. Il vero soggetto del fotografo, tuttavia, è la messa in scena mediatica della politica. Laddove tali produzioni tentano di celare il fatto che l’azione politica è soltanto simulata, esse rivelano un notevole potenziale comico. È infatti possibile sovvertire queste messe in scena e, nel farlo, renderle visibili.

Autore

English

Before major elections, political actors reassure themselves of their own purpose at federal party conventions. More than anything else, these events are about producing images to be broadcast in the evening news.

The effort that goes into the staging is correspondingly enormous: sets are built, tonnes of cables are laid, sound and lighting are controlled down to the last detail. Every shot has to land. The parties and their prominent representatives want – and need – to look good.

What they failed to reckon with was Nikita Teryoshin. Who is going to tell him, the photographer, which images are to be produced here?

Over a period of ten years, Teryoshin attends the major events of all democratic parties represented in the German Bundestag. He photographs initially on his own initiative, and later also on assignment for Der Spiegel.

His images document the end of Angela Merkel’s chancellorship, the jockeying for her succession, and the ongoing reshuffling of personnel across shifting coalitions of opposition and government up to the present day.

The photographer’s true subject, however, is the mediated staging of politics. Where these productions seek to conceal the fact that political action is merely being simulated, they develop a rich comic potential. For it is also possible to subvert such stagings – and in doing so, to make them visible.

Autore

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