Descrizione
GAME OF CHAIRS
Il circo della politica e la sovversione dell’immagine di scena
In Game of Chairs: Splendors and Miseries of Federal Party Conventions (autopubblicato sotto l’imprint Pupupublishing, 2026), il fotografo documentarista russo-tedesco Nikita Teryoshin applica il suo celebre sguardo satirico e spietato all’arena della politica istituzionale tedesca. Sulla scia visiva e concettuale del suo pluripremiato progetto Nothing Personal (dedicato al mercato globale delle armi), Teryoshin sposta l’obiettivo dai corridoi delle fiere belliche alle convention dei principali partiti democratici del Bundestag (CDU, SPD, Verdi, Die Linke).
Il risultato di dieci anni di lavoro sul campo (2017-2026) — svolto inizialmente in autonomia e successivamente su commissione per testate come Der Spiegel, taz e Die Zeit — non è la solita cronaca giornalistica dei congressi di partito, ma una pungente de-costruzione della “politica come spettacolo”
I congressi di partito sono gigantesche macchine di PR pensate quasi esclusivamente per la produzione di immagini rassicuranti da inviare ai telegiornali della sera: set scenografici curati al millimetro, tonnellate di cavi, illuminazione orchestrata e leader pettinati a favore di camera.
Dal punto di vista formale, Game of Chairs ritrova l’uso distintivo del flash diretto a colori saturi, tipico di Teryoshin e debitore della lezione di Martin Parr e della scuola documentaria contemporanea. L’uso della luce artificiale “spiana” la facciata patinata del potere, mettendo a nudo texture cutanee, abiti sgualciti e l’artificiosità dei materiali scenografici.
Il libro, con testi e contributi di Harald Welzer e dello stesso Teryoshin, si presenta come un oggetto solido e curato, dove la sequenza ritmica gioca sul contrasto tra l’imponenza delle architetture congressuali e la solitudine ridicola degli attori politici







