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Bahamas

Bahamas

Autore/Author: Maji Vitale
Editore/Editor: Waamoz
Pagine/Pages:
Anno/Year: 2026
Dimensioni/Dimensions:  29 x 21 cm
Lingua/Language: English

20,00 €

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Descrizione

Il cortocircuito visivo tra brochure patinata  e devastazione reale

In Bahamas – Categoria Cinque (Waamoz), l’autore Maji Vitale, sotto la curatela della photo editor Anna Mola, costruisce un’operazione editoriale e concettuale di forte impatto critico. Scegliendo la forma della fanzine-reportage, la pubblicazione adotta deliberatamente la struttura, la grafica e i codici visivi delle classiche brochure turistiche per sovvertirne dall’interno il messaggio e svelare ciò che l’industria delle vacanze tende sistematicamente a rimuovere.

Il lavoro prende le mosse dal settembre 2019, quando l’uragano Dorian — una tempesta di “Categoria 5”, il massimo livello di distruttività — si è abbattuto sull’arcipelago delle Bahamas provocando vittime, centinaia di dispersi e danni per oltre cinque miliardi di dollari. L’opera ripercorre i luoghi della catastrofe trasformando le sezioni tipiche dei cataloghi di viaggio in testimonianze fotografiche della crisi: l’arrivo in aeroporti devastati, la vita quotidiana ridotta alla sussistenza dei soccorsi e le spiagge da sogno trasformate in distese di detriti.

Lontano da ogni forma di spettacolarizzazione del dolore o da facili compiacimenti estetici, Bahamas – Categoria Cinque si impone come un invito a interrogarsi su cosa scegliamo di vedere — e soprattutto di ignorare — di fronte alla fragilità dei territori d’oltremare. A sette anni da quell’evento, la fanzine svela la profonda contraddizione di luoghi costruiti a uso e consumo del turismo di massa, spesso indifferente alle comunità locali che ne custodiscono l’equilibrio di fronte alla minaccia costante del cambiamento climatico.

Autore

Italiano

Ci sono luoghi che impariamo a conoscere ancora prima di visitarli, grazie alle immagini patinate,
ai cataloghi di viaggio e ai racconti che trasmettono l’idea di un’oasi paradisiaca esistente. Ma cosa accade quando la realtà di un territorio viene stravolta da una catastrofe e dimenticata in fretta per fare spazio al richiamo del turismo?

A questa domanda risponde Bahamas – Categoria Cinque, la fanzine-reportage ideata da Maji Vitale e curata dalla photoeditor Anna Mola, edita da Waamoz. Una pubblicazione che si ispira deliberatamente alla struttura e ai linguaggi delle classiche brochure di viaggio per ribaltarne i contenuti, mettendo in luce la drammatica convivenza tra l’immaginario patinato e la devastazione reale.

Nel settembre 2019 l’uragano Dorian – una tempesta classificata appunto in “Categoria Cinque” – ha colpito duramente l’arcipelago delle Bahamas, provocando decessi, dispersi e oltre 5 miliardi di dollari di danni. Le pagine della fanzine ripercorrono gli eventi di quei giorni, trasformando le aree di interesse delle tradizionali brochure in testimonianze fotografiche che raccontano i drammatici momenti e le difficoltà che la popolazione ha vissuto sulla propria pelle. L’arrivo attraverso un aeroporto danneggiato, le attività quotidiane ridotte alla distribuzione di aiuti umanitari e le spiagge disseminate di detriti sono solo alcuni di questi.

“Arrivare dove un uragano ha colpito e devastato cambia la prospettiva, non solo mentalmente; visivamente è tutto distrutto”, racconta l’autore. “Le Bahamas, come tante altre località di turismo, sono un vero paradiso, condannato però a un rischio continuo: ogni anno un uragano potrebbe colpire direttamente o indirettamente queste isole, replicando una distruzione totale”.

L’obiettivo del volume non è quello di spettacolarizzare la tragedia, né di trasformare la distruzione in un’immagine seducente o ironica. Piuttosto quello di invitare lettrici e lettori a riflettere su quello che
si sceglie di vedere e, soprattutto, di non vedere, di quei territori fragili e incontaminati che, tra turismo vorace e catastrofi naturali, rischiano di scomparire per sempre. Luoghi che sono spesso costruiti a uso e consumo dei visitatori, e non degli abitanti che ne preservano la bellezza e l’equilibrio.

Un viaggio visivo e concettuale che documenta la devastazione lasciata da Dorian e che stimola una riflessione critica sul nostro modo di guardare e interpretare il mondo, a distanza di sette anni esatti da questa tragedia.

Autore

English

There are places we come to know even before visiting them, thanks to glossy images, travel brochures, and stories that convey the idea of ​​a veritable paradise. But what happens when the reality of a region is upended by catastrophe—and then quickly forgotten to make way for the allure of tourism? *Bahamas – Categoria Cinque* (Bahamas – Category Five) answers this question. It is a reportage-style fanzine conceived by Maji Vitale, curated by photo editor Anna Mola, and published by Waamoz. The publication deliberately draws on the structure and visual language of classic travel brochures but subverts their content, highlighting the stark contrast between the glossy, idealized image and the reality of the devastation. In September 2019, Hurricane Dorian—a storm classified as “Category Five”—struck the Bahamas archipelago with devastating force, resulting in fatalities, missing persons, and over $5 billion in damages. The fanzine’s pages retrace the events of those days, transforming the typical highlights found in travel brochures into photographic accounts that document the dramatic moments and hardships endured by the local population. Scenes such as arriving at a damaged airport, daily life reduced to the distribution of humanitarian aid, and beaches strewn with debris are just a few examples. “Arriving where a hurricane has struck and devastated the landscape changes your perspective—and not just mentally; visually, everything is destroyed,” the author recounts. “The Bahamas, like many other tourist destinations, is a true paradise, yet one condemned to constant risk: every year, a hurricane could strike these islands—directly or indirectly—bringing total destruction once again.” The aim of this volume is neither to sensationalize the tragedy nor to transform the destruction into a seductive or ironic image. Rather, it seeks to invite readers to reflect on what we choose to see—and, above all, what we choose *not* to see—regarding those fragile, pristine landscapes that risk vanishing forever amidst voracious tourism and natural disasters. These are places often shaped for the benefit of visitors, rather than for the inhabitants who preserve their beauty and balance. It is a visual and conceptual journey that documents the devastation left by Dorian and prompts critical reflection on how we view and interpret the world, exactly seven years after the tragedy.


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