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“Finché dura il sole” segue il caratteristico processo creativo di Joselito Verschaeve: costruire un archivio fotografico in continua crescita, ricavato da incontri quotidiani, abbozzare idee e attingere a questo insieme di immagini per dare forma a una nuova storia. In questo libro, le fotografie evocano un mondo che sembra prossimo alla fine. Pulsano di una dolce malinconia, come se la luce stessa stesse esaurendo il suo tempo.
Il titolo è tratto da “Cosmicomiche” di Italo Calvino, in cui il sole si avvicina alla sua morte e l’umanità si prepara alla sua. Eppure, nel racconto di Calvino, la fine non è solo tragedia, ma anche chiarezza, una strana pace che deriva dal riconoscimento della caducità della vita. L’opera di Verschaeve racchiude la stessa dualità: una tensione tra continuazione e collasso, ottimismo ed estinzione, bellezza e la certezza che non durerà. Questa oscillazione tra pulsione e dubbio plasma ogni pagina del libro e risuona con il nostro momento presente, quando il tema della fine del mondo sembra meno fantascienza.







