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Un’auto che si allontana, un obiettivo puntato dal finestrino e due genitori che salutano con la mano. Una storia quotidiana che diventa un capolavoro di antropologia familiare.
Ci sono gesti che si ripetono così tante volte da trasformarsi, quasi senza che ce ne accorgiamo, in veri e propri rituali. Nel 1991, la fotografa Deanna Dikeman scatta un’istantanea istintiva ai suoi genitori dal finestrino della macchina, mentre si allontana dopo aver fatto loro visita. Non sa ancora che quel singolo scatto diventerà un appuntamento fisso lungo 27 anni.
Leaving and Waving raccoglie questa incredibile e commovente cronaca visiva. Ogni volta che Deanna se ne va, l’obiettivo si riaccende su di loro. Pagina dopo pagina, i destini si compiono, le stagioni si alternano e gli anni scorrono sui volti dei protagonisti, immortalati in un eterno e struggente momento di passaggio.
Originariamente parte del più ampio progetto Relative Moments, questo libro è un’esplorazione profonda e malinconica sui legami di sangue, sulla caducità del tempo e sul sottile dolore che accompagna ogni separazione.
“Leaving and the waving” è un’opera di narrazione concettuale pura. La ripetizione della stessa inquadratura trasforma la fotografia in uno specchio del tempo che passa. Una poesia del quotidiano. Il libro sfrutta una transizione cromatica accurata che separa nettamente le prime immagini in bianco e nero dalle successive fotografie a colori, scandendo visivamente i decenni.
Il racconto che ne scaturisce è un’esperienza universale. Sebbene i protagonisti siano i genitori dell’autrice, sfogliare queste pagine significa guardare dentro l’album dei ricordi e delle emozioni di ognuno di noi.













