Questa pagina vuole essere un vademecum e un blog per chi viene per la prima volta ad Arles, ma anche per chi è un assiduo frequentatore, e vuole fare non troppi errori. Sicuramente, visto le dimensioni del festival ne farete. Quanto meno vuole essere una pagina che cerca di indirizzarvi a ridurli.
Troverete una serie di eventi che ci sembrano interessanti (ok… lo ammetto…. troverete tutti gli eventi a cui siamo presenti), una serie di consigli, una serie di opinioni. Magari qualche breve “intervista” fatta sul posto (meglio dire uno scambio di battute).
Magari, addirittura uno spazio in cui poter aggiungere qualcosa di vostro (basta che ce lo inviate).
Siamo noi…. ci trovate qui…. 50, Rue 4 September. Sarà uno spazio condiviso tra varie realtà italiane. In stretto ordine alfabetico, ci sarà Gente di Fotografia, Mimesis, Palermo Foto e… Shelfiecafe.
Proporremo le mostre di Gente di Fotografia e di Palermo Foto, i libri di Gente di Fotografia, Mimesis e Shelfiecafe. Organizzeremo da martedì a sabato, nel pomeriggio una serie di firmacopie, con autori famosi e con autori emergenti. Ci sarà la possibilità di presentare i propri lavori ad Alberto Prina del festival di Fotografia Etica, che si intratterrà spesso da noi. Insomma, una serie di motivi per cui passare a trovarci.
Non è una conferenza, non è un talk e non è uno spettacolo teatrale. Il Live Magazine è una “rivista vivente” che va in scena per una sola sera nello spettacolare teatro romano. Giornalisti, fotografi, registi e scrittori salgono sul palco uno dopo l’altro per raccontare una storia intima, inedita o d’inchiesta supportata da immagini, suoni e musiche dal vivo. La regola ferrea? Nulla viene registrato o filmato. Chi c’è c’è, e il contenuto sparisce per sempre alla fine della serata. Un format effimero e purissimo nell’era dell’iper-documentazione digitale.
Tu cammini per queste strade di pietra bianca, con la luce della Provenza che picchia duro sulle palpebre, e hai addosso quella postura tipica di chi cerca la Bellezza. Il mento un po’ sollevato, il passo lento, lo sguardo pronto a farsi rapire dall’inquadratura perfetta di un maestro americano o dall’ultimo, struggente reportage da un confine dimenticato. C’è una sacralità quasi religiosa nei Rencontres. I chiostri, le ex officine, il silenzio reverenziale davanti alle stampe ai sali d’argento.
Poi, d’improvviso, il miracolo si rompe.
Arriva un suono. Non è un suono d’arte. È un sibilo millimetrico, acutissimo, che ti entra dritto nel timpano. Un fiiiiiii ostinato. E in quel preciso istante, la storia della fotografia mondiale si azzera. Non te ne frega più niente del contrasto, della composizione, del destino dell’umanità stampato su carta opaca. Esisti solo tu, e la zanzara della Camargue che ha deciso che la tua caviglia è il miglior open bar della Francia meridionale.
Il fatto è che le zanzare di Arles non sono insetti; sono critici militanti. Ti pungono per ricordarti che sei vivo. E in fondo, sia la grande fotografia che la zanzara fanno la stessa cosa: ti scelgono nel mucchio e ti lasciano addosso qualcosa che continua a farsi sentire anche quando te ne sei già andato.
France Photobook è l”associazione francese del libro fotografico che organizza in due differenti spazi, una serie di incontri con gli editori. Vi è uno spazio presso il collegio Saint Charles e uno spazio presso l’Ecole National Superieure de la Photographie. Si tratta di circa 80 differenti case editrici che proporranno, per la quinta volta, le loro realizzazioni.
Se andate all’Ecole però preparatevi a stare stipati perchè lo spazio tra un banchetto e l’altro è veramente poco. E soprattutto portatevi un ventaglio.
Il teatro antico è forse uno degli spazi più suggestivi della città di Arles e del festival. Costruito da Augusto, ospitava fino a 8.000 persone per poi essere trasformato in cava nel medioevo.
Ma tra le colonne romane, viene ogni anno allestito il palcoscenico in cui vengono proiettate le serate notturne del festival con le consegne dei premi, le proiezioni, e gli incontri con gli autori principali.
Unica cosa, se interessati, sbrigatevi a prendere il biglietto. Spesso terminano velocemente e, anche se fuori dal normale rassegna, una serata nel teatro, fa entrare pienamente nell’atmosfera del Rencontres
Prendi uno autobus di linea, sventralo, riempilo di scaffali di legno, aggiungi un po’ di personale teutonico che ama la carta stampata e saprai di trovarti al Fotobus. Se lo vedete (generalmente tra Place Lamartine e la Gare), entrate in questo luogo maledettamente democratico, asfittico, e meraviglioso del festival.
E fatelo anche ringraziando i ragazzi che lo gestiscono per la gentilezza disarmante con cui portano avanti questo progetto, dalle 9 di mattina alle 2 di notte, parlando di carte e filo di refe. Magari con una birra lager in mano. Il Fotobus è quanto più indipendente che potrete trovare.
E ho amato il loro crowdfunding l’anno scorso, per ricostruire il motore dopo un incidente che avevano avuto mentre andavano ad un altro festival (mi sembra di ricordare Amburgo ma prendetelo con le molle).
E’ un supermercato in Place Lamartime, che forse raccoglie nel suo progetto quello che può essere il festival di Arles. Può sembrare strano che vi controllino un biglietto mentre passate tra arance e reggiseni, ma è quello che vi capiterà andando a vedere la mostra al Monoprix.
L’anno scorso (2025), forse una delle mostre che ho amato di più: Father di Diana Markosian, era in questo spazio, tra travi in vista e aria caldissima. Si tratta di uno spazio da andare a visitare. Solo per rendervi conto di cosa significa andare ad Arles
Se pensate di trovare alloggio ad Arles, preparatevi a sborsare delle cifre impensabili. Soprattutto se siete ancora alla ricerca.
Il medesimo alloggio tra la settimana inaugurale del festival e un altro periodo dell’anno, è completamente differente. Preparatevi a pagare anche 3 o 4 volte di più.
Comunque ci sono sempre gli ultimi che devono disdire per qualche motivo per cui si riesce a trovare un letto ma prenotando a ridosso.
Il momento migliore per prenotare quindi sarà intorno a Natale
Anche qui, poche buone notizie.
I treni dall’Italia richiedono pazienza e tempi lunghi con spesso parecchie coincidenze. Puntate a Marsiglia o Lione e poi cercate per Arles
L’aereoporto più vicino è Marsiglia. Qui invece una buona notizia. Il treno si ferma in aereoporto e in poco più di un’ora e mezza arriva in città
Marsiglia è inoltre collegata abbastanza bene con gli autobus per chi non chiede un viaggio troppo comodo. Le distanze sono comunque notevoli ma spesso si arriva in stazione, per cui poi un treno per Arles si trova.
Infine l’auto. Anche qui un viaggio lungo ma peggiorato dalle strade trafficate della Liguria (e spesso dai cantieri presenti).
La buona notizia invece è che, visto l’elevato numero di persone presenti, probabilmente troverete qualcuno con cui dividere il viaggio e le spese.
Al principale festival del mondo non poteva mancare una propria applicazione. Forese più indispensabile di quello che pensiate. Perch’, anche se Arles non è una metropoli, vi perderete nei suoi incantevoli vicoli medioevali alla ricerca di qualche evento o di qualche mostra.
Ma è fondamentale anche per poter prenotare biglietti al teatro la sera e/o i biglietti delle mostre. Inoltre fornisce l’elenco degli eventi con la possibilità, di chi vuole, di creare una propria agenda per non perdersi troppo (qualcosa è inevitabile).
Qui potete arrivare a scaricarla