Italiano
In “Italia O Italia”, Federico Clavarino costruisce un’Italia immaginaria a partire da fotografie scattate in tutta la penisola. Le immagini del libro mostrano i resti del monumentale passato del Paese che gravano sul paesaggio contemporaneo, segnalando inerzia e incapacità di andare avanti dopo un passato glorioso. Clavarino aveva vissuto all’estero e, al suo ritorno in Italia, ha vissuto il Paese con una nuova prospettiva. Per cinque anni ha fotografato città e paesi, lavorando come un architetto per trovare elementi da assemblare: angoli, strade, archi, vicoli ciechi. Il suo uso coerente di luce, colore e angolazioni scomode ha creato un’uniformità tra i diversi paesaggi urbani. Ha sequenziato e modificato le fotografie per creare un labirinto di città e paesi diversi che lo spettatore può attraversare.
Il libro è privo di testo e quindi lo spettatore deve affidarsi ai simboli, ai riferimenti e agli echi ricorrenti per cercare di orientarsi: archi e porte in pietra che non conducono da nessuna parte, gesti delle mani che ricordano saluti fascisti, muri di mattoni e rovine. Il libro si apre con un meccanismo di orologio rotto nel palmo di una mano, a indicare che il tempo si è fermato. La presenza umana è scarsa nelle immagini e coloro che sono ritratti sono mostrati solo parzialmente, ritratti di spalle o spostati fuori dall’inquadratura, dando l’impressione di una terra silenziosa e scarsamente popolata. Grandi colonne e strutture del passato coesistono con contributi contemporanei di ombrelli crollati, sacchetti di plastica, rifiuti e graffiti, mostrando un paesaggio in contrasto con se stesso.
“Italia O Italia” è stato originariamente pubblicato nel 2014 da Akina; questa nuova edizione conserva elementi del design minimalista del libro originale per consentire alle immagini e alla sequenza di rimanere in primo piano. Ci sono sette immagini inedite e lievi modifiche nella sequenza, con Clavarino che allenta alcune delle regole strutturali che aveva imposto al progetto a favore di una sequenza più fluida, in cui il ritmo e il sentimento hanno la precedenza sulla struttura.














