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Esù è una delle entità più enigmatiche nella cosmogonia delle religioni dell’Africa occidentale e attraversò l’Oceano mano nella mano con gli schiavi per approdare in un nuovo mondo dove il lavoro forzato, la mancanza di libertà e i missionari avrebbero imposto una trasformazione che dura ancora oggi nella comprensione globale delle religioni radicate in Africa. Midnight at the Crossroads documenta e registra queste trasformazioni e adattamenti dalle sue origini in Benin a Cuba, Brasile e poi Haiti. Esù inizia come un totem in Benin, diventa un bambino a Cuba, poi un giovane uomo seducente in Brasile e infine un vecchio ad Haiti, ma è sempre uno spirito confuso che mette in discussione le tue certezze e ti fa dubitare lungo il cammino. Esù è l’energia del cambiamento e della mutazione. È difficile definire se le sue influenze siano buone o cattive, ma a dir poco sono stimolanti. Lui è colui che si occupa della comunicazione con gli altri Orishas, è colui che si occupa dei crocevia ed è colui che pone ostacoli sul tuo cammino affinché tu possa riacquistare il controllo sulla tua vita.
Per far luce sull’oscura narrazione predominante nella cultura popolare e che collega direttamente religioni radicate in Africa, come l’Umbanda, la Santeria o il Voodoo, a energie demoniache, questo progetto combina un approccio documentaristico ai rituali e alle cerimonie con visioni sui miti e le leggende, illustrate per offrire una comprensione più ampia e non lineare. Cristina De Middel e Bruno Morais hanno trascorso 3 anni seguendo il percorso di Esù e costruendo un documento che nasce come reazione all’avanzata delle chiese evangeliche in Africa e Sud America, che sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza di un patrimonio culturale in pericolo, aggiungendo un contributo sostanziale alla tanto necessaria versione non ufficiale della Storia.













