Italiano
Malinconia, pioggia, neve, paesaggi battuti dal vento, miserevoli costruzioni sovietiche in disfacimento, cani che si azzuffano; e tanti, tristi fiori per terra, davanti alle aguzze lame del monumento del genocidio a Tsitsernakaberd, la collina delle rondini; ma sullo stesso sfondo vedi anche pugni alzati, come un simbolo dell’eterna lotta degli armeni perché si sappia, perché gli eventi terribili del 1915 non rimangano sepolti nell’oblio.
E poi gli sguardi, tanti sguardi: fieri, non sconfitti, ma sui quali pesa un’infinita, antica tristezza.







